Perché il sito non porta clienti: 8 controlli da fare oggi

Se il tuo sito non porta clienti, il problema di solito non è la grafica. È uno di questi: chi arriva non capisce cosa fai, non trova cosa fare, non si fida abbastanza, oppure non arriva proprio nessuno. A volte le richieste arrivano, ma finiscono in una casella che nessuno legge. Gli otto controlli qui sotto li fai da solo, con il telefono e un'ora di tempo.

Un sito che non converte è una brochure costosa che nessuno ha chiesto. Vediamo come farlo lavorare.

1. Si capisce in cinque secondi cosa fai e per chi?

Apri la home sul telefono e guarda solo quello che vedi senza scorrere. Deve dire cosa offri, a chi e cosa ottiene il cliente. "Soluzioni innovative per la tua azienda" non lo dice. "Impianti elettrici per capannoni e negozi, con assistenza entro 24 ore" lo dice.

Il test: fallo vedere per cinque secondi a qualcuno che non conosce la tua attività e chiedigli cosa vendi. Se esita, il titolo va riscritto. È la correzione che costa meno e rende di più.

2. Il sito funziona bene sul telefono?

Gran parte delle visite, per molte attività la maggioranza, arriva da smartphone. Prova il sito con il wifi spento: quanto ci mette a mostrare il testo? Riesci a premere i pulsanti con il pollice? Devi allargare con le dita per leggere? Il numero di telefono si chiama con un tocco?

Se la pagina ci mette diversi secondi a comparire, una parte delle persone se ne va prima di leggere una riga. Puoi misurarlo gratis con PageSpeed Insights di Google.

3. In ogni pagina è chiaro cosa fare?

Ogni pagina importante deve avere un'azione principale ben visibile: chiama, chiedi un preventivo, prenota una visita. Se l'unico modo per contattarti è cercare la pagina "Contatti" nel menu, stai chiedendo al visitatore di fare un lavoro che non gli spetta.

Controlla anche il testo dei pulsanti. "Invia" e "Scopri di più" non dicono cosa succede. "Ricevi il preventivo entro 48 ore" sì. Ho raccolto esempi e regole in call to action efficaci.

4. Il modulo arriva davvero a qualcuno?

Compila il tuo modulo adesso, come farebbe un cliente. Poi controlla: l'email è arrivata? A chi? Dopo quanto? Finisce nello spam? Moduli rotti dopo un aggiornamento o notifiche inviate a un indirizzo che non legge nessuno sono più comuni di quanto si pensi.

Già che ci sei, conta i campi. Se chiedi partita IVA, indirizzo e budget prima ancora di aver parlato, molti rinunciano. Quanti campi servono davvero è spiegato in modulo di contatto: quanti campi chiedere.

5. Qualcuno risponde in fretta?

Una richiesta richiamata dopo tre giorni è spesso una richiesta persa: nel frattempo la persona ha chiamato un concorrente. Chiediti onestamente: chi legge le richieste del sito? Entro quanto le richiama? Cosa succede il venerdì pomeriggio o ad agosto?

Se la risposta è "dipende", il sito forse porta clienti e sei tu a perderli dopo. È un problema di processo, non di sito, e ne parlo in tempo di risposta ai lead.

6. Ci sono prove che lavori bene?

"Professionalità, qualità, esperienza" li scrivono tutti, quindi non convincono nessuno. Convincono le prove: recensioni vere con nome, foto dei lavori fatti, casi con numeri, certificazioni, anni di attività, garanzie concrete.

Guarda la tua home: c'è almeno una prova vicino al pulsante di contatto? Se le recensioni stanno solo sul profilo Google e non sul sito, stai lasciando fuori il tuo argomento migliore.

7. Google ti mostra per le ricerche giuste?

Se il sito ha poche visite, il problema è a monte: nessuno lo trova. Apri Google Search Console (lo strumento gratuito di Google per i siti) e guarda per quali ricerche compari. Se trovi solo il nome della tua azienda, Google non ti associa ai servizi che vendi, quindi ti trova solo chi ti conosce già.

Spesso la causa è semplice: una sola pagina "Servizi" con dieci voci da due righe, invece di una pagina per ogni servizio. Da dove partire è spiegato nella guida alla SEO per PMI.

8. Stai misurando le richieste?

Senza misurare, ogni decisione è un'opinione. Ti servono almeno tre numeri, mese per mese: visite, richieste ricevute (moduli, chiamate, messaggi) e da dove arrivano. Dividendo richieste per visite ottieni il tasso di conversione, che ti dice se il problema è il traffico o la pagina. Come calcolarlo e che valori aspettarti lo trovi in tasso di conversione del sito.

Se non hai dati, chiedi a ogni nuovo cliente come ti ha trovato e annotalo.

Come leggere i risultati dei controlli

I controlli si dividono in due gruppi, e capire in quale cadi ti fa risparmiare tempo e soldi.

SituazioneProblema probabileControlli da guardare
Poche visite, poche richiesteNessuno ti trova7, poi eventuali campagne
Tante visite, poche richiesteLa pagina non convince1, 2, 3, 4, 6
Richieste che arrivano ma non diventano clientiRisposta lenta o contatti sbagliati5, poi il messaggio del sito
Non sai quante visite e richieste haiMancano i dati8, prima di tutto il resto

Se le visite arrivano da campagne pubblicitarie, guarda anche la pagina dove porti il traffico: spesso è la home, e la home non è fatta per convertire chi ha cliccato un annuncio. In quel caso serve una landing page che converte.

Da dove partire domani mattina

Fai i controlli 4 e 1 per primi: sono i più veloci e quelli che più spesso trovano un problema grave. Un modulo che non arriva a nessuno annulla tutto il resto; un titolo che non si capisce fa uscire le persone prima che vedano qualsiasi altra cosa. Poi segna in un foglio cosa hai trovato per ciascun punto e scegli un solo intervento da fare questa settimana.

Domande frequenti

Rifare il sito da zero risolve il problema?

Raramente, se prima non hai capito dove si perdono i clienti. Un sito nuovo con gli stessi testi vaghi, lo stesso modulo lungo e nessuno che risponde in fretta porterà gli stessi risultati, solo con una grafica più recente. Fai prima gli otto controlli: molte correzioni si fanno sul sito esistente in pochi giorni. Rifallo quando la piattaforma ti impedisce di fare le modifiche che servono.

Quante richieste dovrebbe portare un sito aziendale?

Non c'è un numero valido per tutti: dipende da quante visite riceve, dal settore e da cosa chiedi di fare. Il dato utile è il rapporto tra richieste e visite, cioè il tasso di conversione, confrontato con il tuo stesso sito mese dopo mese. Se le visite crescono e le richieste no, il problema è nelle pagine; se mancano le visite, è nella visibilità.

Il sito può non portare clienti anche se è ben posizionato su Google?

Sì, succede spesso. Una pagina può comparire in alto per ricerche che non c'entrano con quello che vendi, oppure attirare persone giuste che poi non trovano un motivo per contattarti. Guarda in Search Console per quali ricerche arrivano le visite e controlla che le pagine più visitate abbiano un invito all'azione chiaro e qualche prova vicino al pulsante.

Quanto tempo serve per vedere miglioramenti dopo le correzioni?

Le correzioni alla pagina, come titolo, pulsanti e modulo, mostrano effetti appena il traffico è sufficiente a misurarli: con qualche centinaio di visite al mese servono alcune settimane per un confronto sensato. I miglioramenti legati a Google, invece, richiedono mesi. Annota sempre la data di ogni modifica, così puoi confrontare il prima e il dopo.

Il tuo sito potrebbe portare più richieste?

Raccontami a che punto sei, senza abbellire. Rispondo entro due giorni lavorativi e, se il tuo problema non è il mio mestiere, te lo dico subito invece di venderti tre mesi di consulenza.

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